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Malattie Fungine

La ticchiolatura della rosa o macchia nera

Agente infettante: diplocarpon rosae

È conosciuta anche come macchia nera; la malattia è favorita dalla bagnatura delle foglie (pioggia, nebbia, irrigazione sopra chioma) e temperature intorno ai 20-25°C.
I danni compaiono a partire da metà aprile fino a settembre-ottobre e consistono in macchie nere circolari dapprima piccole o piccolissime, poi più grandi ed anche confluenti tra loro.
Successivamente le foglie ingialliscono e cadono. A volte le piante possono presentarsi completamente defogliate. Il fungo compie più cicli in un anno: è importante bloccare la prima infezione per abbassare la probabilità di diffusione delle spore.

Azioni preventive:
Durante le operazioni di potatura e concimazione primaverili, vanno asportate le foglie cadute sulle quali il fungo si conserva durante l'inverno.
Eseguire trattamenti con prodotti a base di rame (poltiglia bordolese o ossicloruro di rame o idrossido di rame).
Il primo trattamento invernale serve a disinfettare e a prevenire anche un'altra malattia, il cancro rameale; è sufficiente un trattamento a fine potatura con dose di prodotto doppia rispetto a quanto indicato in etichetta.
I successivi trattamenti vanno eseguiti circa ogni 10-15 gg (il primo trattamento a partire dalla prima quindicina di aprile) quando le temperature sono sopra i 20 C°. Possono essere associati con quelli a base di zolfo bagnabile che vengono fatti per combattere l'oidio. L'intervallo tra un trattamento e l'altro dipende dall'andamento stagionale. Periodi molto piovosi richiedono interventi più ravvicinati.

Azioni curative:
In presenza di varietà particolarmente sensibili (es. Iceberg) o di stagioni particolarmente piovose, è possibile intervenire con dei prodotti curativi (meglio se prima delle piogge previste o immediatamente dopo, appena le foglie sono asciutte). In generale i prodotti curativi penetrano nella pianta e nel giro di due o tre ore e vengono trasferiti al circuito linfatico Nel caso della ticchiolatura sono attivi i triazoli (es Tebuconazolo presente in Folicur) I prodotti curativi possono dar luogo a fenomeni di resistenza (un po' come succede per gli antibiotici in medicina). Per questo motivo non possono essere usati per più di 2 - 3 volte e vanno intervallati con prodotti a base di rame.

L'oidio o mal bianco

Agente infettante: Sphaeroteca pannosa

Si manifesta dalla primavera all'autunno quando le temperature sono elevate, è favorito dall'umidità dell'aria e dallo scarso arieggiamento (es. rose contro un muro o soffocate da altre piante), colpisce soprattutto gli apici vegetativi e compie molti cicli in una stagione. Non c'è bisogno della bagnatura fogliare perché si manifestino i sintomi della malattia. Si riconosce dapprima per una deformazione delle foglie più ondulate del normale, poi dalla comparsa di una polvere biancastra (da cui il nome mal bianco) costituita dalle spore del fungo. Sono queste spore a dar luogo a reinfezione. Quasi tutte le varietà di rose vengono colpite, ma ve ne sono di particolarmente sensibili.

Per prevenire la malattia, oltre ad una collocazione adeguata, è necessario:

  • Asportare le foglie cadute alla base delle piante.
  • Limitare le concimazioni azotate che inducono vigoria ma scarsa resistenza.
  • Intervenire con potature di riordino anche estive per favorire la circolazione dell'aria ed asportare gli apici malati.
  • Utilizzare prodotti preventivi a base di zolfo bagnabile dall'inizio della primavera alla comparsa dei primi sintomi.
  • Continuare con gli interventi a base di zolfo con regolarità
    (circa una volta ogni 10 gg.) per tutta la stagione.

Queste azioni sono sufficienti se le varietà sono abbastanza resistenti e le condizioni climatiche sfavorevoli al fungo, la malattia non viene eliminata ma tenuta sotto controllo.

Azioni curative:

  • Iniziare i trattamenti alla prima comparsa dei sintomi.
    Ripeterlo dopo una settimana allo scopo di bloccare l' infezione primaria e la formazione delle spore che diffondono la malattia.
  • Usare prodotti sistemici (curativi) a base di triazoli, miscelandoli se possibile con zolfo bagnabile.
  • Eseguire i trattamenti a foglia asciutta (al calare del sole), bagnando bene la vegetazione e soprattutto gli apici, usando uno strumento che nebulizzi il più finemente possibile l'acqua. (Questa regola vale per tutti i trattamenti).

I prodotti curativi vanno usati poche volte nella stagione per non indurre resistenza e comunque vanno sempre alternati o accompagnati con lo zolfo.

Ruggine della rosa

Agente infettante: Phragmidium subcorticinum

Si tratta di un fungo particolarmente favorito dalle alte temperature estive.
Colpisce in particolare le varietà sensibili come alcune rose Alba. Non è una malattia tanto comune e frequente come Oidio e Ticchiolatura, ma quando mostra i suoi sintomi è di più difficile controllo. Si manifesta dapprima con ingiallimenti fogliari seguiti dalla comparsa sulla pagina inferiore della foglia di pustole aranciate puntiformi. Da queste pustole parte la diffusione delle spore e le infezioni successive alla prima. Col tempo il colore delle spore cambia dall'arancio al nero (il fungo prepara le sue strutture di conservazione e svernamento). Successivamente le foglie colpite cadono e la pianta assume un'aria stentata e sofferente.

Azioni preventive:

  • Anche in questo caso vanno asportate le foglie cadute alla base della pianta.
  • I prodotti preventivi sono gli stessi che si usano per la ticchiolatura (rame in tutte le sue forme).
  • I trattamenti preventivi vanno eseguiti con la stessa cadenza della ticchiolatura.

Azioni curative:

  • In presenza di varietà sensibili e di ricorrenza annuale degli attacchi intervenire ai primi sintomi con triazoli ripetendo il trattamento ad una settimana dal primo.
  • L'attacco può verificarsi anche in primavera (Maggio) se il clima è caldo e asciutto perciò le varietà sensibili sono da tenere sotto stretto controllo.
  • È opportuno associare il prodotto preventivo a quello curativo per evitare fenomeni di resistenza.

Peronospora della rosa

Agente infettante: Peronospora sparsa

I sintomi di questa malattia sono la comparsa sulle foglie di macchie irregolari color cuoio con successivo ingiallimento e caduta delle foglie. Questa malattia si diffonde soprattutto in periodi caldi umidi con la presenza di bagnature fogliari persistenti. Può venire confusa con la ticchiolatura, ma da essa si differenzia per la maggior irregolarità delle macchie che vengono bloccate dalla presenza delle nervature.

Azioni preventive: le stesse utilizzate per prevenire la ticchiolatura.

Azioni curative: prevedono l'uilizzo di prodotti sistemici antiperonosporici (gli stessi adoperati per la vite) alternati a prodotti come il rame.

Seccumi rameali

Agente infettante: Coniothyrium fuckelii e phomopsis sp

Si manifesta con necrosi e annerimenti che possono portare al disseccamento completo dei rami. Colpisce in particolare le piante vecchie che lentamente possono arrivare alla morte.

Azioni preventive:
sono possibili solamente azioni preventive che consistono nell'eliminazione tempestiva di tutte le parti secche della pianta, nella disinfezione di tutti gli attrezzi per il taglio come forbici o seghetti che possono essere i vettori del patogeno da una pianta all'altra. Adatti a questo scopo sono i prodotti che contengono i sali quaternari di ammonio (prodotti di comune uso ad esempio per la sanitizzazione dell'acqua delle piscine) . Importante inoltre un trattamento con rame a dose doppia di quanto consigliato normalmente al termine dell'intervento di potatura invernale.

Tumore batterico del colletto e delle radici

Agente infettante: Agrobacterium tumefaciens

L'agente infettante è un batterio.
La malattia si manifesta con formazione di ammassi tumorali che si localizzano a livello del colletto. Le piante colpite manifestano un generale stato di sofferenza e deperiscono lentamente fino a morire.

Azioni preventive:
non ci sono cure possibili contro questa malattia che non è molto diffusa nei giardini, ma solo azioni preventive.

  • Assicurarsi di acquistare piante sane.
  • Eliminare le piante colpite.
  • Disinfettare forbici con sali quaternari d'ammonio per evitare di diffondere a malattia a piante sane.